L'Associazione Italiana Podologi (AIP) da oltre trent'anni è l'organizzazione che rappresenta a livello nazionali i podologi italiani. Contribuisce alla diffusione di una cultura della cura del piede, organo fondamentale per la meccanica dei movimenti e nonché per il benessere e la salute del piede.
L'Associazione è a disposizione delle famiglie e delle Organizzazioni che si occupano di salute per fornire informazioni e avviare progetti di assistenza finalizzati alla cura e prevenzione del piede per assicurare adeguati livelli di qualità della vita.
L'Associazione Italiana Podologi fondata nel 1974 da Mauro Montesi, attuale Presidente, ha il merito storico di aver introdotto la podologia in Italia, scienza medica ampiamente affermata negli U.S.A. e in altri Paesi Europei.
Non è stato un compito facile: tante le resistenze, burocratiche e corporativistiche, i ritardi culturali del mondo medico e scientifico. Oggi la figura del podologo, come professionista laureato, è entrata a pieno titolo nello scenario della sanità italiana. Ecco le tappe più salienti di questo lungo cammino:
nel 1974 |  |  |  | La Regione Lazio organizza, presso l'Ospedale S. Camillo, il primo corso di podologia. Successivamente la stessa Regione autorizza in via sperimentale corsi di podologia. |  |
| Nel 1978 |  |  |  | L'A.I.P. fonda la rivista scientifica "Il Podologo" |  |
| Nel 1982 |  |  |  | L'A.I.P. aderisce alla F.I.P. (Federazione Internazionale dei Podologi e Podoiatri) |  |
| Nel 1984 |  |  |  | L'A.I.P. si dà un suo codice deontologico al cui rispetto integrale sono vincolati tutti gli iscritti, che si ispira ai principi della solidarietà fra colleghi e nei confronti dei pazienti nonché di difesa della dignità professionale |  |
| Nel 1988 |  |  |  | Grazie anche al contributo attivo dell’AIP, il Ministero della Sanità (Ministro Donat Cattin) emana il Decreto Ministeriale n.30 del 26.01.1988 in cui viene riconosciuta, la professione sanitaria di podologo ed i requisiti per conseguire il relativo diploma. |  |
| Nel 1989 |  |  |  | La Regione Lazio autorizza l'A.I.P., in via definitiva, allo svolgimento dei corsi triennali. L’impegno dell’AIP fa sì che successivamente i corsi vengano attivati anche nelle altre Regioni: il Veneto, la Toscana, la Liguria, l'Emilia Romagna, le Marche, la provincia di Bolzano |  |
| Nel 1990 |  |  |  | La Regione Lazio emana la legge n.10 che disciplina l'attività e la formazione del podologo |  |
| Nel 1994 |  |  |  | Il Ministro della Sanità nel progetto obiettivo anziani prevede la presenza del podologo e dell'ambulatorio podologico nelle Residenze Sanitarie Assistenziali |  |  | | Con decreto legislativo n.319, in attuazione della direttiva CEE avviene il riconoscimento dei titoli di formazione professionale acquisiti nella Comunità Europea |  |  | | Con decreto Ministro della Sanità n.666 si individua la figura del podologo e del relativo profilo professionale, come operatore sanitario in possesso del diploma universitario abilitante |  | | Il Governo Italiano, in una sua nota di risposta al Comitato di Collegamento dei Podologi dell'Unione Europea, segnala l'A.I.P. come l'Associazione rappresentativa dei podologi italiani. |
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