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LA FORMAZIONE, PER PREVENIRE LE PROBLEMATICHE Stampa E-mail
lunedì 11 febbraio 2008
FORMAZIONE E DEONTOLOGIA

L’Associazione dedica alla formazione e allo svolgimento deontologicamente corretto della Professione tutta la rilevanza che gli stessi meritano.
Prevenire è meglio che curare, recitava un messaggio pubblicitario tra i più riusciti. Si tratta di un motto da tenere bene a mente, validissimo e utilissimo anche per tutti noi.
E vengo agli esempi pratici. Accade che l’Associazione sia contattata da cittadini che si dolgono per avere subito asseriti danni in conseguenza della condotta di qualche podologo (nella maggior parte dei casi, tra l’altro, si riscontra che non si tratta di associati all’A.I.P.).
Naturalmente, l’Associazione, in genere, non dispone di elementi così dettagliati da poter verificare se si tratti di rimostranze campate per aria o se vi è in esse fondamento; del resto, l’A.I.P. non svolge compiti di Autorità Giudiziaria per eventuali danni da responsabilità professionale.
Purtuttavia, accade, anche, che siano dei soci a chiamare in Associazione per essere rassicurati circa il fatto che il modus operandi messo in atto nel caso concreto risulti immune da critiche o censure sia dei pazienti, sia - in malaugurato subordine - da parte di un Giudice.
A questo proposito, quel che vorrei parteciparVi, quale Presidente dell’A.I.P., è il pressante invito ad impossessarci delle migliori prassi professionali e dei più consolidati protocolli, attuandoli prima che succedano fatti spiacevoli.
Non c’è dubbio che l’allestimento di uno studio conforme agli standard igienico-sanitari ed organizzativi imprescindibili per lo svolgimento dell’attività podologica, l’assunzione di tutte le cautele in materia di profilassi, di rispetto del paziente, di privacy, la conservazione e custodia di accurate cartelle podologiche, l’inserimento e il trattamento dei dati inerenti all’intera attività dello studio mediante l’apposito programma informatico fatto creare dall’A.I.P. costituiscono indici di una condotta del Podologo che ha ben poco da temere anche davanti ad un paziente eccentrico o a persone intrise di malvagità e maldicenza.
Diversamente, non possiamo dolerci di avere ricevuto attacchi. Oggi il contesto sociale consente sempre meno alibi, la diffusione delle conoscenze tra i cittadini è ragguardevolmente più rapida e ricca, le istituzioni con le quali ci si confronta sempre più distribuite su livelli paralleli o concentrici: la preparazione individuale e la partecipazione alla formazione del sapere comunitario scientifico, in tale quadro, sono diventate irrinunciabili, così come il contributo a tutte le molteplici attività svolte dall’Associazione: pena l’isolamento e la debolezza, dei quali, poi, appare difficile lamentarsi.
Con i saluti più cordiali.


                                                                                                     Il Presidente
                                                                                                   Mauro Montesi  

 

 
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