Denunciata l’assenza della figura nelle strutture per anziani

Successo e consensi al 34° congresso nazionale di Paestum (30 settembre-2 ottobre), finalmente in presenza, per l’Associazione Italiana Podologi. Un tavolo di lavoro aperto dall’AIP con l’Anaste, per riconoscere la figura del podologo dentro l’equipe assistenziale delle Residenze per Anziani italiane, assolutamente integrata, e non più solo equiparata al parrucchiere o all’animatore. Una nuova Costituzione etica, un codice deontologico che, insieme al delineamento di linee guida e aspetti giuridici e fiscali, mette regole e trasparenza alla professione, al di sopra dell’abusivismo e dell’improvvisazione. Tre corsi di formazione e aggiornamento professionale con 230 iscritti, fra studenti e associati Aip, che testimonia la volontà di ripartenza dei podologi, professione interessante con possibilità occupazionali in crescita.

Al centro del dibattito, presentato dal Presidente AIP Valerio Ponti, il piede dell’anziano e il piede diabetico come crescenti patologie che richiedono più necessità di cura e di attenzione. Il piede è centrale nella salute della persona ma proprio perchè materia complessa e delicata chi se ne prende cura dev’essere un podologo anche in regime di èquipe. Per citare due relatori al congresso, Le Rsa dovrebbero tutte avere all’interno un podologo (afferma il presidente Anaste Sebastiano Capurso) per garantire all’anziano fragile un’attenzione continua e competente; inoltre la visione del podologo è, prima di tutto, di “un paziente (la persona nel suo complesso) che ha una ferita”, non solo di “una ferita di un paziente qualunque” – ha detto il presidente Aiuc Elia Ricci – arrivando alle conclusioni, condivise da tutti, che solo il podologo può garantire in struttura la stesura di una cartella clinica. Per avere un’idea della complessità delle cure, basti pensare che un’ulcera può avere 100mila modi diversi di essere medicata e curata! Inoltre, altro messaggio forte per i vertici della politica, gli studi professionali privati sono un presidio importante del sistema territoriale di assistenza che si vorrebbe potenziare… e bisogna tenerne conto soprattutto nei LEA.

 Dunque, la formazione del podologo resta al centro anche di questo 34° congresso, con i tre corsi su Posturologia, Biomeccanica e Onicopatie, che hanno suscitato interessanti dibattiti ad ogni lezione rilanciando una figura senza dubbio di primo piano nel Sistema Sanitario Nazionale.

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One Thought to “Congresso dei podologi a Paestum”

  1. laila perciballi

    Ripartiamo insieme con i valori della Costituzione etica della federazione delle 19 professioni sanitarie!

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