ASSOCIAZIONE ITALIANA PODOLOGI

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L’On. Lorefice, Presidente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati incontra l’Associazione Italiana Podologi (AIP).

 

4.10.2018 -Oggi, i rappresentanti dell’Associazione Italiana Podologi (AIP), il Presidente Onorario Professor Mauro Montesi ed il Presidente incarica il Professor Valerio Ponti hanno incontrato il Presidente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati.

 

L’AIP aderisce alla Federazione Internazionale Podologi e Podoiatri (FIP) ed è stata fondata a Roma nel 1974 dal Professor Montesi, che ha l’indubbio merito storico di aver introdotto la Podologia in Italia, disciplina medica già ampiamente affermata in gran parte dei Paesi Occidentali.

 

Nel corso dell’incontro sono stati, in particolare, affrontati i seguenti temi:

- la necessità che il profilo professionale del podologo si adegui all’evoluzione registrata dalla stessa professione, e soprattutto che non venga confuso con le figure di pedicure o di estetista. A tal fine, è stato richiamato il contenuto della proposta di legge AC. 596 “Norme in materia di podologia e istituzione della laurea magistrale in podoiatria”, assegnata di recente per l’avvio dell’esame in sede referente/primaria alla XII Commissione Affari sociali della Camera;

- l’inserimento dell’assistenza podologica nei LEA, al fine di ridurre le amputazioni derivanti dalle complicanze del diabete, che comportano un aggravio dei costi per il nostro SSN;

- la questione delle “ortesi plantari”, usate anche per la prevenzione ed il trattamento del piede diabetico che dovrebbero essere a carico del SSN, riconoscendole così come parte integrante di un percorso diagnostico-terapeutico specifico. Ad oggi, infatti, il paziente deve pagare di tasca propria l’ortesi plantare, e non sempre è in grado di far fronte a tale spesa causando così un peggioramento della qualità di vita del paziente;

- il fatto che i professionisti sanitari vorrebbero iscriversi a più albi che fanno parte di uno stesso ordine, sottolineando le possibili affinità, anche a prescindere dal titolo di studi conseguito frequentando l'uno o l'altro dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. Problematica, che è stata sottolineata nella recente interrogazione n. 4-00607 presentata al Senato dalla Senatrice Binetti lo scorso 26 settembre.

 

 

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